Chi viene e chi va: una presentazione alla Luce - Libreria Emotiva

Chi viene e chi va: una presentazione alla Luce - Libreria Emotiva

Torniamo per un momento allo scorso 20 Settembre. Quel giorno ho avuto il piacere di presentare Chi viene e chi va, il mio libro di poesie. È stato un momento intenso, ricco di confronto e riflessione. In questo articolo voglio raccontarti cosa è emerso durante quell’incontro e quali direzioni potrebbe prendere questo progetto in futuro.

La presentazione è disponibile integralmente con sottotitoli online a questo link. 

Chi viene e chi va alla Luce – Libreria Emotiva

Alla Luce – Libreria Emotiva, in un caldo pomeriggio letterario, ho avuto l’occasione di condividere il mio lavoro in uno spazio pieno di persone curiose e attente. Insieme alla psicologa e psicoterapeuta Daniela Coda, che ha moderato l’incontro, abbiamo parlato di poesia, illustrazione e tecnologia. È stata un’ora intensa, in cui ho raccontato il mio percorso, le esperienze che hanno dato vita al libro e il processo umano che si cela dietro ogni parola scritta.

Un’introduzione che parla a tutti

Fin dall’inizio, Daniela ha sottolineato un aspetto che mi ha colpito molto: questo libro non parla solo di me, ma anche di chi lo legge. Le esperienze che racconto sono personali ma allo stesso tempo universali. Durante l’incontro ho ripercorso i miei inizi nella scrittura, il periodo del lockdown e i momenti di rottura che ho vissuto, tra la perdita affettiva e quella reale. È stato proprio attraversando questi eventi che ho trovato un nuovo equilibrio, trasformando il dolore in qualcosa di condivisibile.

Ci sarà un seguito?

Durante la presentazione è emerso un dettaglio importante: Chi viene e chi va non sarà un punto di arrivo. Sto già lavorando a nuovi testi nati da un’altra esperienza forte e destabilizzante. Scrivere, ancora una volta, è diventato necessario per contenere il peso delle parole e dei ricordi. Non so ancora quale forma prenderà questo nuovo progetto, ma so che continuerà questa ricerca artistica e personale.

Cosa significa scrivere per me

Mi è stato chiesto cosa abbia significato scrivere questo libro, e la risposta è stata molto sincera. Ho iniziato a scrivere per gioia. Trovarmi poi a usare la scrittura per raccontare il dolore è stato difficile all’inizio. Ma proprio lì è cambiato tutto: ho capito che la scrittura può essere uno strumento potentissimo. Credo davvero che sia meglio trasformare la sofferenza in parole piuttosto che lasciarla esplodere in altri modi. Scrivere, per me, è diventato un modo per restare.

Trasformare il dolore in narrazione

Durante il dialogo, è emerso un tema centrale: la scrittura come forma terapeutica. Scrivere e leggere aiutano a entrare in contatto con ciò che spesso cerchiamo di evitare. È un modo per fermarsi, fare silenzio e osservare le proprie emozioni senza scappare. Ed è proprio questo che ho cercato di fare con Chi viene e chi va: dare forma a qualcosa che, altrimenti, sarebbe rimasto indefinito.

La struttura del libro e la sua nascita

Ho raccontato anche come è strutturato il libro. Non ci sono capitoli "tradizionali", ma filoni emotivi che seguono un percorso interno. Un elemento interessante è il capitolo finale, Accettazione. Non era previsto inizialmente. È nato dopo, quando ho sentito il bisogno di chiudere un cerchio che, all’inizio, non sapevo nemmeno di poter terminare. Tutto il libro è stato guidato dai ricordi e da una relazione che non ho scelto di interrompere, ma che ha inevitabilmente cambiato la direzione della mia vita e della mia scrittura.

Tra perdita affettiva e lutto reale

Uno dei momenti più intensi è stato quando abbiamo affrontato il tema del lutto. Nel mio caso, si intrecciano due livelli: la fine di una relazione e la perdita di mia nonna durante la pandemia. Due dialoghi rimasti aperti dentro di me, due assenze diverse ma profondamente connesse. Ricordo di aver raccontato quanto fosse difficile accettare la mancanza, soprattutto quando ciò che manca è qualcosa di bello che non può più essere vissuto. Anche piccoli dettagli, come un gusto di gelato, diventano improvvisamente carichi di significato.

Una lettura psicologica del dolore

Daniela ha offerto poi una riflessione molto interessante: spesso parliamo di lutto anche nelle relazioni che finiscono, perché il carico emotivo è simile. Anzi, in alcuni casi la perdita affettiva può essere ancora più complessa da elaborare. Non c’è una chiusura netta, e questo rende il processo più ambiguo e difficile. È qui che entra in gioco il lavoro interiore, e talvolta anche il supporto di un terapeuta.

Cosa voglio lasciare a chi legge

Durante la presentazione mi sono chiesto cosa voglio lasciare davvero a chi legge questo libro. Una delle cose più importanti è imparare a cogliere i segnali. Spesso ignoriamo piccoli gesti, piccole mancanze di rispetto, e finiamo per costruire qualcosa su basi fragili. Se manca il rispetto nelle piccole cose, bisogna chiedersi che tipo di futuro si sta costruendo. Questo è uno degli insegnamenti più forti che porto con me.

Un percorso di accettazione

Chi viene e chi va è, prima di tutto, un percorso di accettazione. Accettare non significa sopportare o rassegnarsi, ma comprendere, non giudicare, perdonare. Significa fare pace con ciò che è stato, anche quando non lo si condivide più. È un processo lento, ma necessario per poter andare avanti davvero.

Il confronto che non c’è stato

Uno dei temi centrali del libro è l’assenza di un ultimo confronto. Questo libro è nato proprio da lì: dalla necessità di creare un dialogo che nella realtà non è mai esistito. Scrivere è stato il mio modo di dare voce a quel confronto mancato. Col tempo ho capito che, a volte, l’assenza di un confronto può essere persino più sana. Non sempre serve una risposta per andare avanti.

Il vero confronto è con sé stessi

Alla fine, il punto non è l’altro, ma sé stessi. Ho capito che per stare bene bisogna rimettere ordine dentro. È un processo che richiede tempo, esperienza e anche sofferenza. Ma è l’unico modo autentico per andare avanti. A un certo punto mi sono chiesto: ha davvero senso cercare quel confronto, o è meglio accettarne l’assenza?

Leggere per crescere

Verso la fine dell’incontro, siamo tornati su un punto fondamentale: la lettura. Leggere e scrivere sono strumenti potentissimi di crescita personale. In un certo senso, questo libro è anche un gesto di condivisione: mi sono messo a nudo per permettere ad altri di riconoscersi, riflettere e magari sentirsi meno soli.


Questo è solo un frammento di ciò che è stata la presentazione di Chi viene e chi va. Se vuoi davvero entrare in questo percorso, ti consiglio di guardare l’intervento completo. Potresti trovarci qualcosa che parla anche di te.

E, forse, ritrovarti proprio lì dove non pensavi di cercare.

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